Distanza: 25 Km

Tempo percorrenza: 9 ore

La seconda tappa, tra le più lunghe della Via Occidentale del Cammino mariano delle Alpi, attraversa Morbegno fino a raggiungere, a margine del borgo, il santuario della Beata Vergine, perla del Rinascimento valtellinese e lombardo.

Dopo aver percorso ancora un tratto sul versante orobico, con il passaggio a Talamona alla parrocchiale della Natività di Maria Vergine, l’itinerario attraversa il fiume Adda e risale così lungo il versante retico della Valtellina con i suoi caratteristici terrazzamenti vitati. A Paniga si incontrano due chiese, peraltro omonime, la chiesa della Madonna delle Grazie, più antica, e poco dopo la chiesa della Madonna delle Grazie costruita alla fine degli anni Sessanta. Quest’ultima si pone come fulcro dell'abitato della frazione di Paniga, dove si inserisce con maestria nel paesaggio circostante con un riuscito connubio fra tradizione e contemporaneità, sia nella materia costruttiva (la pietra) che nella forma (le linee sinuose, la torretta circolare che emerge dall'impianto).

L’itinerario prosegue per un tratto pianeggiante per poi risalire fino alla località Gaggio con la chiesa della Beata Vergine del Buon Consiglio, la cui costruzione venne effettuata grazie al generoso lascito di un fedele emigrato a Roma, che stabilì di intitolare la nuova chiesa alla Madonna del Buon Consiglio, il cui culto dal Lazio si andava diffondendo proprio in quegli anni.

Dopo aver percorso circa altri 3 km si giunge a Buglio in Monte, alla parrocchiale di S. Fedele con la sobrietà tipica dell’architettura valtellinese di età barocca e, dopo altri otto chilometri, alla parrocchiale della Beata Vergine Assunta a Berbenno, meta di arrivo della seconda tappa e il cui portone in legno, di primo Settecento, è fra i più belli della Valtellina.

Una tappa complessivamente lunga ma appagata dalla bellezza dei caratteristici terrazzamenti vitati, simbolo della viticoltura valtellinese, e degli edifici sacri che si incontrano lungo il percorso.